ADDIO FRANCO: Impressionante partecipazione per l’ultimo saluto a Casalguidi


CASALGUIDI (PT) (9/2) – Il mondo del ciclismo, il mondo dello sport e non solo si è ritrovato oggi a Casalguidi per l’ultimo saluto al Direttore Tecnico della Nazionale Azzurra Franco Ballerini. C’era anche il vice presidente vicario del CONI Riccardo Agabio, mentre l’UCI era rappresentata dal vice presidente e presidente FCI Renato Di Rocco insieme al presidente onorario Alfredo Martini, che ha pronunciato poche, commosse parole: “Continuo a chiedermi se Franco avrebbe preferito essere ricordato come corridore o come cittì. Se lo ricordiamo come corridore, l’immagine è quella vincente alla Parigi-Roubaix; se lo ricordiamo come cittì, lo vediamo sull’ammiraglia dare suggerimenti a Cipollini, Bettini e poi ancora a Ballan per le vittorie mondiali. Ma lo ricordiamo anche come l’uomo affabile che si vorrebbe incontrare tutti i giorni. Ora sta percorrendo un cammino in pace, verso quell’azzurro che a lui piace tanto. Incontrerà tanti amici a cui dirà che il ciclismo lasciato è quello che ha sofferto, che ha investito sul futuro e che sta migliorando”.
Dentro e fuori la chiesa S. Pietro e Paolo a Casalguidi, in provincia di Pistoia, migliaia di persone hanno voluto rendere l’ultimo omaggio. Chi non ha potuto prender parte alla funzione religiosa, officiata da don Renzo Aiardi, parroco della località pistoiese ai piedi del Montalbano, che ha scelto per omelia il brano del Vangelo relativo al miracolo di Lazzaro, aveva salutato il “cittì” azzurro nelle ultime 24 ore, quando il pellegrinaggio nella Sala Francini della Misericordia di Casalguidi è stato ininterrotto.
Una marea di persone sono sfilate attorno alla bara dove riposava Ballerini, mentre alle spalle della stessa era stata posta una gigantografia con la sua immagine in bici sulla pista del velodromo di Roubaix e la scritta sulla maglietta “Merci Roubaix” indossata nella primavera del 2001, quando lasciò l’attività ciclistica da atleta.
Accanto alla foto la scritta “Ciao Franco”.
La bara sulla quale erano state posate le maglie più prestigiose ed a lui più care, è stata letteralmente sommersa dai fiori e avvolta nella bandiera olimpica al momento del breve tragitto dalla sede della Misericordia alla chiesa, all’altro capo della piazza.
Molti non avevano più lacrime da versare. Impossibile contare le persone arrivate da tutta la penisola nella piazza di Casalguidi per stringersi intorno ai famigliari affranti dal dolore. Con i dirigenti del Coni e federali, decine e decine di campioni del pedale di ieri e di oggi, direttori sportivi, tecnici, dirigenti, sponsor, addetti ai lavori, sportivi, rappresentanti delle istituzioni, a livello nazionale, regionale e provinciale, con il sindaco di Serravalle Pistoiese Renzo Mochi, che aveva decretato il lutto cittadino e più di una volta nel rispondere al saluto delle autorità intervenute ha semplicemente detto “Abbiamo cercato di fare tutto quello che era possibile, perché Franco lo meritava”.
Terminata la cerimonia religiosa, un altro breve tragitto verso il cimitero di Casalguidi per l’estremo saluto e tutti si sono resi conto in quel momento di essere davvero più soli senza di Lui. La cosa più bella è ricordarLo in silenzio, dopo averLo visto quasi 40 anni fa iniziare la carriera sulla pista del Motovelodromo delle Cascine, a Firenze, con la maglia del G.S. Romito.

Antonio Mannori

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